Asti-e
astie.it DICEMBRE 25 34 È un dicembre mite sulle colline dell’Astesana, e l’aria frizzante porta il profumo di terra e cantina. Ci troviamo a Mongardino, un gioiello incastonato a pochi chilometri da Asti, un comune che, pur piccolo, vanta un patrimonio di storia, spiritualità. Dalle Origini al “Monte dei Gardini” La storia di Mongardino affonda le radici in un passato lontano, un’eco che risuona fin dal Medioevo. Il suo nome, attestato già nel 1345 come Montegardino (dal Registrum del ve- scovo Arnaldo di Roseto), sembra derivare proprio dalla posizione stra- tegica del primo insediamento. Nato attorno al castrum della famiglia dei Gardini, sorgeva su un’altura cruciale per il controllo della via che collegava Asti alla valle del Tiglione. Nel corso dei secoli, la comunità si è evoluta, manifestando una forte identità già nel 1387 con il giuramen- to di fedeltà a Valentina Visconti, un atto che distingueva chiaramente gli “uomini” con pieni diritti civici dagli “abitanti” semplicemente residenti. Mongardino, insomma, non è solo un luogo, ma una comunità che ha sem- pre saputo difendere il proprio ruolo e le proprie prerogative. Asti è | VALLE BELBO Fede e Spiritualità: L’Unico Sacro Monte Astigiano Un elemento distintivo e di grande fascino è il Sacro Monte di Sant’An- tonio, edificato sul colle omonimo nel 1739. Si tratta di una testimonianza di fede di inestimabile valore storico-ar- tistico: un complesso architettonico composto da una chiesetta e diciot- to cappelle della Via Crucis, l’unico esempio di Sacro Monte in tutto il ter- ritorio astigiano. Questo luogo di profonda spiritua- lità, recentemente oggetto di impor- tanti restauri che ne hanno riportato allo splendore gli affreschi e le strut- ture, offre non solo un percorso di de- vozione, ma anche un punto panora- mico mozzafiato sulle dolci pendenze coltivate a vite. Visitare il Sacro Mon- te significa fare un passo indietro nel tempo, nel cuore della religiosità rura- le piemontese, ammirando al contem- po il paesaggio che oggi è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Tra le altre architetture religiose spicca la Chiesa Parrocchiale dedica- ta ai Santi Vincenzo e Giovanni Bat- tista, riedificata in stile barocco nel 1743, con pregevoli arredi interni che meritano una sosta di riflessione e «Quelli di Mongardino dicono che è l’acino che fa il vino. Questo proverbio paesano riassume l’anima di un borgo dove la vite è regina e la storia si racconta in un sorso di Barbera, custodita tra colline dolci e un Sacro Monte unico nel suo genere». Mongardino: Il Borgo che Culla l’Acino, Dove la Fede Incontra il Gusto del Vero Piemonte. ammirazione. Eccellenza Enogastronomica: La Terra dei Grandi Rossi Mongardino è, per sua stessa vo- cazione, un comune prevalentemente agricolo, dove la produzione vinicola è la risorsa economica principale e l’or- goglio dei suoi abitanti. Le colline, ca- ratterizzate da terreni argilloso-calca- rei ricchi di sedimenti fossili, offrono l’ambiente ideale per la coltivazione di vitigni autoctoni di altissima qualità. Barbera d’Asti DOCG: È il fiore all’occhiello del territorio. Qui, grazie alla composizione del terreno, il vino sviluppa una struttura e una sapidi- tà eccezionali, sostenute dalla tipica vena acidula del vitigno. Le Riserve, affinate in botti di rovere o castagno, raggiungono una longevità e una complessità ineguagliabili. Grignolino d’Asti DOC: Un vino di colore rosso tenue e struttura leggera, con una nota leggermente amarogno- la. Storicamente, era il vino che dona- va energia ai contadini per affrontare la giornata senza appesantire, un vero e proprio “aiuto” di Asti, da bere giova- ne o dopo un breve invecchiamento. Nebbiolo e Dolcetto: Completano l’offerta vitivinicola, con il Nebbiolo
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