Grana è un incantevole borgo della provincia di Asti, a circa 290 metri di altitudine, da cui si apre un panorama straordinario che abbraccia l’intero arco alpino. Si possono osservare il Monviso, il Monte Rosa e il Cervino, poi le Alpi Marittime e Liguri, che segnano il confine con la Liguria. Il panorama si estende anche ai borghi Castagnole Monferrato, Vignale, Casorzo e Grazzano, arrivando fino a Moncalvo e al santuario di Crea. A completare il quadro, lo sguardo abbraccia anche la Basilica di Superga e la Sacra di San Michele, nel torinese. Nel cuore di Grana dominano l’agricoltura e l’artigianato. Tra le eccellenze locali spicca la produzione vinicola, sostenuta da rinomati produttori che contribuiscono a mantenere alta la qualità del territorio. Le origini di Grana sono molto antiche. Secondo alcuni studiosi il suo nome potrebbe derivare dal latino “grana”, che significa granello di biada; altri ritengono più probabile l’origine nell’antico termine pre-latino “krana”, che designa una fessura, una valle profonda e incassata. Questa seconda spiegazione appare pertinente per l’idronimo Grana, il torrente che scorre nella valle omonima. In passato la sua portata era tale che era possibile navigarlo fino alla sua confluenza con il fiume Po. La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, edificata tra il 1771 e il 1776, domina il paesaggio circostante con il suo stile barocco. Dal sagrato, da cui si ammirano le dolci colline del Monferrato, si accede al luogo sacro attraverso un elegante portale in noce. All’interno della chiesa sono conservate opere pittoriche di grande valore realizzate da artisti di fama come Giovanni Crosio, Carlo Gorzio, Guglielmo Caccia, Giuseppe Masoero e Anacleto Laretto. Patrimonio inestimabile per tutta la comunità di Grana è il presepe realizzato da Potito “Nino” Di Muzio, che ha dedicato anima e corpo a questa straordinaria opera. Grazie alla disponibilità del Diacono, che ha permesso l’utilizzo di locali seminterrati della Parrocchia, Nino ha potuto perfezionare il suo presepe, aggiungendo statue e migliorando la qualità della sua realizzazione. Dopo la sua scomparsa, il figlio di Nino ha preso in mano il progetto, fondando un’associazione per preservare l’eredità del padre. Tra le specialità gastronomiche locali spiccano la grissia, una tipica varietà di pane monferrina, e l’agnolotto d’asino. Un altro dolce tipico è l’oubjà, una cialda croccante e leggermente dolce, preparata cuocendo una pastella tra due ferri riscaldati sul fuoco. La pastella è composta da farina, latte, zucchero, burro, tuorli d’uovo e zucchero vanigliato, con dosi segrete che ogni famiglia custodiva gelosamente.