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Radici antiche e tesori nascosti di Corsione.

Corsione affonda le sue radici in tempi antichissimi, con tracce documentate fin dall’XI secolo

Laura Goria

Corsione affonda le sue radici in tempi antichissimi, con tracce documentate fin dall’XI secolo. Il primo riferimento ufficiale risale al 941, anche se il primo atto storico ufficiale è del 1156, quando papa Adriano IV riconobbe i possessi della Cattedrale di Asti, tra cui parti di un castello a Corsione. Nel corso delle guerre mondiali Corsione diede il suo contributo di vite e ancora oggi, in particolare, si ricorda la medaglia d’oro al valore militare del Tenente Colonnello Luigi Piglione, caduto nel maggio del 1916 in Slovenia. Al Colonnello è intitolata una via del paese. Un dato significativo che caratterizza la vita di Corsione in epoca fascista è la forzata fusione con Villa San Secondo, dal 1929 al 1947. La chiesetta intitolata a San Sebastiano, nota anche come “oratorio di San Sebastiano” o “chiesa di S. Michele”, venne costruita su antiche fondamenta e risale al 1663. All’interno si trova una tribuna per cantori con decorazioni vivaci. A prima vista rappresentano un coro di angeli diviso in tre gruppi con strumenti musicale e spartiti. Tuttavia, uno sguardo più attento rileva i tratti indemoniati dei presunti angeli, con caratteristiche stambe e sguardi distorti che rendono i soggetti assolutamente anti-tradizionali. La chiesa parrocchiale, in stile barocco piemontese, fu ricavata da una delle scuderie del castello e dedicata a San Cristoforo. Il campanile, con la sua costruzione quadrangolare e sormontato da una cupola, è del tardo settecento e i fregi sono in stile rococò. Vi è poi l’antichissima chiesetta campestre “Madonna dell’Aniceto”, di cui si fa menzione già in un documento del 1295 e che presenta una struttura architettonica essenziale ed affascinante; da qui si può godere di una vista mozzafiato sulla Valle Versa.

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