Attività / Paesi

Piovà Massaia, dai fossili marini alle architetture barocche.

In questo luogo sono stati ritrovati moltissimi fossili marini come conchiglie, resti di un delfino e persino di una balenottera

Laura Goria

Piovà Massaia deve il suo nome a “Plebata”, dal latino “plebs”, che si riferisce all’unione di fedeli sotto un unico vescovo e al Venerabile Guglielmo Massaia, missionario in Etiopia per oltre trentacinque anni. In questo luogo sono stati ritrovati moltissimi fossili marini come conchiglie, resti di un delfino e di una balenottera, a testimonianza dell’antico ambiente marino che caratterizzava la regione, oggi chiamata anche “Colline del mare”. Dal marzo 2016, Piovà Massaia è parte della Riserva della Biosfera del Programma MAB dell’UNESCO. Uno degli elementi distintivi di Piovà Massaia è la sua chiesa de- dicata a San Pietro e San Giorgio, quest’ultimo è anche il patrono del paese. L’edificio barocco, progettato dall’architetto Benedetto Alfieri, fu iniziato nel 1749 e completato nel 1774. Il campanile risale al 1779 ed è considerato un capolavoro per la sua eleganza; le campane, risalenti al 1781, sono ancora quelle originali. Importanti siti storici sono anche la Chiesa romanica di San Martino di Castelvero e la Chiesetta di Santa Maria della Valle. Oltre alle chiese principali, Piovà vanta anche undici chiese minori, tra cui la Confraternita delle Umiliate di Santa Elisabetta, con il suo caratteristico campanile triangolare, e la Cappella della Madonnina che segna l’inizio dell’antica via che collega il paese a Cocconato. Il Palazzo Comunale si distingue per la sua architettura settecentesca. Nelle sale del primo piano vi sono la Sala del Consiglio e la Sala di San Giorgio, dove si possono ammirare dettagli affascinanti, tra cui dipinti ottocenteschi e arredi intagliati. Un altro punto di interesse del paese è l’antico pozzo pubblico, recentemente restaurato, situato nella valle tra il centro e la frazione di San Pietro e che un tempo veniva utilizzato come lavatoio

Realizzato da