Attività / Costume

Buone maniere tra genitori e figli.

«Ai genitori non si richiede di diventare un modello di perfezione, ma l’esempio che offrono al bambino è fondamentale.»

Valentina Ferrero

Un decalogo dell’educatore infallibile non esiste. Come ammise Freud, fondatore della psicoanalisi, qualsiasi sistema educativo si voglia adottare coi propri figli non prevede alcun successo garantito. Non esiste, infatti, un modello di genitore perfetto così come non esiste il figlio perfetto. Innanzitutto, il genitore dovrebbe evitare di monopolizzare l’attenzione su suo figlio, sul suo appetito o sul suo sonno. Sovente i bambini più insicuri sono quelli sui quali i riflettori dell’attenzione familiare sono puntati 24 ore su 24. Ai genitori non si richiede di diventare un modello di perfezione, ma l’esempio che offrono al bambino è fondamentale. Predicare bene e razzolare male fa perdere credibilità a qualsiasi metodo educativo. Insegnare al bambino a parlare a bassa voce è validissimo: litigare senza alzare la voce, oltre a essere segno di civiltà, fa anche bene alla salute, mentre sgridare urlando è un brutto vezzo che non porta a nulla di buono. I bambini non amano essere umiliati e tantomeno in pubblico: non bisogna quindi stupirsi se come naturale reazione adottano il menefreghismo alle sollecitazioni. Disponibilità continua significa anche rispondere ai mille perché di un bambino con naturalezza e semplicità. La mente di un bambino è una carta assorbente: l’inchiostro è il mondo che lo circonda, ma soprattutto il rapporto con i genitori. Di fronte a tanta responsabilità l’implicito amore verso il proprio figlio deve diventare più che mai esplicito. Non bisogna tralasciare di correggerlo, a costo di ripetersi come un disco rotto: una volta sì e una volta no può creare confusione nel bambino. Ma l’aspetto più importante da trasmettere ai figli è l’indipendenza. Anziché confinarli come piccole divinità, dovranno sentirsi coinvolti al massimo nella vita familiare. La sensazione di essere escluso è angosciante per un bambino. Con le dovute cautele, diamo ai bambini una certa parità di diritti, ma anche di doveri. Le loro responsabilità saranno commisurate con l’età, ma è importante abituarli con naturalezza fin da piccoli a riordinare i propri giochi e la propria cameretta, a lavarsi e vestirsi da soli, a mangiare da soli a tavola. Punto cardine su cui si cercherà di orientare il comportamento del bambino sarà il rispetto per gli altri: un sentimento di autentica considerazione per il prossimo. Gli si insegnerà a non interrompere una conversazione, tra grandi o tra piccoli, a non toccare oggetti che non gli appartengono, a non disturbare chi è impegnato, rispettando il lavoro di chiunque, al di là del grado o dell’importanza.

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