Attività / Arte e Cultura

Fra Mairano e Pisenzana: viaggio fra antichi borghi scomparsi.

«Di queste località non rimane oggi alcuna testimonianza al di fuori delle chiese, fra le quali si allunga una splendida camminata fra le colline, alla ricerca delle tracce del nostro passato.»

Luca Mombellardo

Montechiaro è un comune che riserva sorprese. Il paese, di origine medievale, è in realtà un nuovo abitato scelto per la sua posizione dal Comune di Asti all’inizio del XIII secolo in accordo con gli abitanti di tre borghi oggi scomparsi: Mairano, Pisenzana e Maresco. Di queste tre località non rimane oggi alcuna testimonianza al di fuori delle chiese dei primi due, fra le quali si allunga una splendida camminata fra le colline, alla ricerca delle tracce del nostro passato. Lascio l’auto nel parcheggio del cimitero, punto di partenza di questo affascinante anello, e mi incammino verso la Strada Provinciale 2 (SP2). Dopo aver svoltato a destra e seguito la strada per circa 200 metri, giro a sinistra su un sentiero sterrato che corre lungo il crinale. L’aria fresca del mattino mi accompagna mentre al primo bivio mantengo la destra, iniziando a risalire la collina che offre un panorama mozzafiato. La discesa sul versante opposto mi conduce alla chiesa Romanica dei Santi Nazario e Celso. Isolata nella campagna, l’edificio mi accoglie con le sue fasce alternate di pietra arenaria e mattoni. Il portale di ingresso, riccamente decorato, è un capolavoro di pietra scolpita e laterizio a “denti di sega”. All’interno, un frammento di affresco del XV secolo raffigura Santa Caterina d’Alessandria, un piccolo tesoro che sopravvive al tempo. Sul fianco della chiesa, il grande campanile, con le sue fasce alterne e i motivi a scacchiera, svetta alto circa 20 metri. Le bifore e la monofora aggiungono eleganza alla struttura, in particolare la bifora tra la seconda e la terza fascia di cotto marcapiano. Da qui, la vista domina la vallata verso il torrente Versa, abbracciando Montiglio, Villedeati e il Monferrato casalese. Ripercorro i miei passi fino al bivio precedente e svolto a destra, seguendo la sterrata che scende dolcemente verso il fondovalle, tra campi verdi e silenziosi. Al bivio con un pilone votivo, svolto a sinistra e seguo la ferrovia Asti-Chivasso per circa 1,3 km. La strada sottopassa la ferrovia e proseguo dritto su una sterrata minore che sale lievemente. Al bivio successivo, tengo la destra e poi svolto ad angolo seguendo il cartello per la Pieve romanica di Pisenzana. Ancora su sterrato, dopo 250 metri arrivo in un’area pic-nic, dove la Pieve, circondata dai resti del vecchio cimitero, mi racconta storie del passato, rimaste silenziose fino al 1890, quando ne fu ordinato il restauro che la riportò alle antiche forme in cui l’ammiriamo oggi. Ritorno al bivio e proseguo a sinistra verso Montechiaro, percorrendo una strada asfaltata tra le case, fino a raggiungere la chiesetta di San Sebastiano. Da qui mi dirigo verso il paese, svolto a sinistra all’incrocio per arrivare alla Fontana della Rocca. Riprendo il cammino, entro in via Sant’Antonio e salgo verso il centro. Montechiaro si erge sulla dorsale tra la valle Versa e la val Rilate. Percorrendo via Pisenzana, ridiscendo sulla SP2 fino alla piazza del Mercato, e poi seguo via Mairano per 1 km, prestando attenzione alla strada priva di marciapiede, fino a raggiungere nuovamente il cimitero, punto di partenza e di arrivo di questo viaggio nel cuore del nostro splendido territorio.

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