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INVESTIRE SUL MERCATO SI PUÒ, NELL'ERA DELLA VOLATILITÀ SERVONO NERVI SALDI E APPROCCIO LUNGIMIRANTE

Come orientarsi in un periodo di inflazione elevata, incertezza geopolitica e tassi in aumento

Stefano Vergano

Paolo Moiso - Consulente Finanziario iscritto all'Albo

Tassi di interesse, recessioni, tensioni geopolitiche e la pandemia non ancora del tutto superata. La storia ci insegna che dalle crisi e dalle grandi difficoltà nascono le opportunità, ma gli attuali fattori di instabilità creano incertezza sui mercati finanziari. Se per gli investitori i ribassi nell’ordine del 20% (da inizio 2022) per molti listini azionari da un lato possono essere visti come un invito ad entrare a prezzi convenienti, dall’altro sono percepiti come un freno nell’investire, perché alimentano il dubbio che la volatilità dei mercati possa continuare per lungo tempo e ridurre il valore dei risparmi. Ma non è tutto. L’aumento dell’inflazione e il rallentamento della crescita globale sono due temi dominanti che gettano un’ombra sull’attuale contesto di mercato. Con l’aumento dell’incertezza geopolitica, l’inasprimento della politica monetaria, le sfide della catena di approvvigionamento e l’aumento dei prezzi delle materie prime, potrebbe profilarsi all’orizzonte un periodo di stagflazione globale, ovvero la presenza contemporaneamente nello stesso mercato sia di un aumento generale dei prezzi, sia di una mancanza di crescita dell’economia in termini reali. Orientarsi sui mercati in questo periodo storico non è mai stato così impegnativo, ma con un’ottica di lungo periodo si può comprendere meglio il forte effetto di normalizzazione che potrebbero avere forze disinflazionistiche come l’aumento dei livelli di debito, i progressi tecnologici e l’invecchiamento demografico. Analizzando a fondo questi fattori gli investitori possono tracciare meglio il percorso da intraprendere. Ad esempio, investire nel reddito fisso in un periodo di inflazione elevata e tassi in aumento può sembrare preoccupante. Tuttavia, i rendimenti iniziali di oggi offrono un punto di ingresso interessante per gli investitori e, nei vari settori del reddito fisso, sono nettamente superiori ai minimi degli ultimi anni. Per trovare il momento perfetto per investire però servono conoscenza e intuizioni. Il mondo economico e finanziario è cambiato drasticamente, abbandonando la fase tranquilla che ha sostenuto le quotazioni ‒ fatto di crescita moderata, di abbondante moneta delle banche centrali e di stimoli fiscali ‒ per passare ad un periodo turbolento segnato dalla pandemia, dalla guerra, dall’inflazione e dal progressivo calo della liquidità, che si traduce come meno soldi da investire. La migliore soluzione, per il momento, sarebbe quindi quella di entrare sul mercato azionario con un piano di accumulo. Dopo il calo importante dei mercati azionari, il momento inizia ad essere abbastanza interessante per investire, soprattutto se si sceglie di dividere il capitale disponibile in tre o quattro tranches, in modo da attutire il rischio dell’investitore in un periodo caratterizzato da molte incognite. Quel che è certo è che l’incertezza continuerà a regnare sui mercati nel prossimo futuro e il contesto d’investimento sarà difficile per gli investitori di tutto il mondo. Tuttavia, i gestori attivi dotati di solide capacità di ricerca continueranno ad avere l’opportunità di affrontare questi venti contrari e l’allocazione agli asset a reddito fisso rimarrà più che mai fondamentale. IN UN MOMENTO DI FORTE INSTABILITÀ A LIVELLO GLOBALE QUAL È IL MIGLIORE APPROCCIO NELLA COSTRUZIONE DEL PORTAFOGLIO? Bisogna essere abili ad individuare spie che possono indicare che i mercati stanno svoltando. Guardando al passato, ad esempio, la storia ci insegna che l’indice azionario Usa S&P500 ha toccato dei minimi durante il periodo recessivo o successivamente. Il momento esatto per investire potrebbe quindi arrivare al termine di questo anno o entro i primi tre mesi del 2023. Molto però dipenderà dalle tensioni geopolitiche. Un allentamento dei contrasti tra Russia e Ucraina e il mondo occidentale, infatti, potrebbe portare ad una ritrovata fiducia sulle Borse grazie a minori pressioni sulle materie prime e alle prospettive di ripresa economica. Le materie prime con i settori e le valute ad esse legate si sono confermate come un diversificatore e un rifugio di portafoglio in contesti di inflazione. Inoltre spesso si dice che il mercato salga lentamente e scenda velocemente, per questo motivo arrivati ad un certo livello di volatilità la soluzione migliore è mettersi al riparo e attendere tempi migliori. MOLTI ESPERTI DI MERCATO PARLANO ORA DI UNA POSSIBILE FASE DI RECESSIONE A LIVELLO MONDIALE. COSA NE PENSA? Una recessione è probabile, ma le caratteristiche uniche della recessione alimentata dalla precedente pandemia hanno eliminato molti eccessi. Inoltre qualsiasi recessione (se dovesse verificarsi) sarà probabilmente modesta. L’inflazione scenderà, ma senza toccare i bassi livelli raggiunti negli ultimi decenni. PARLANDO DI ECONOMIA, IN QUESTO MOMENTO, È INEVITABILE FARE UNA RIFLESSIONE SULL’ATTUALE CONFLITTO UCRAINA-RUSSIA E SULLE POSSIBILI CONSEGUENZE DI UNA CRISI ENERGETICA. IN QUEST’OTTICA QUALE POTREBBE ESSERE IL FUTURO DEI MERCATI EUROPEI? Nell’ultimo periodo i prezzi dell’energia per tutte le famiglie della popolazione europea sono aumentati moltissimo, portando molte persone a spendere una parte cospicua del proprio reddito al netto delle imposte per le bollette dell’energia, con ripercussioni sui consumi. Questo, in particolare per le famiglie a più basso reddito, potrebbe rivelarsi catastrofico, senza tener conto anche dell’impatto sulle piccole imprese. Questi costi riguardano l’intera Europa. Ecco quindi che guardando nel lungo termine, se il costo del gas e dell’elettricità in Europa è pari a molti multipli del prezzo di quello degli Stati Uniti e dell’Asia, si potrebbe presto ad arrivare ad una profonda deindustrializzazione in Europa. L’industria pesante potrebbe trasferirsi verso altre regioni se diventasse troppo costosa la produzione di beni in UE. Di conseguenza è facilmente auspicabile un intervento dei governi, che cercheranno di porre un limite, o qualche forma di sovvenzione, al prezzo dell’elettricità come è già accaduto nel Regno Unito. QUALI POTREBBERO ESSERE QUINDI LE STRATEGIE E GLI INVESTIMENTI DA ATTUARE IN QUESTA FASE DI MERCATO? Con gli attuali tassi d’interesse elevati, in molte parti del mondo vi è spazio per un allentamento della politica monetaria. Con i rendimenti attuali è interessante il reddito fisso, soprattutto nel debito con duration più breve e titoli corporate di ottima qualità. L’anno prossimo i tassi d’interesse potrebbero diventare più volatili. È tuttavia altrettanto possibile che l’andamento dei tassi sia meno accidentato del previsto, considerando che l’inflazione potrebbe mitigarsi da sé. Con quest’incertezza, potrebbe essere prudente concentrarsi su fattori quali la qualità del credito. Non possiamo dire se la svolta è davvero dietro l’angolo, ma sappiamo però che diversificazione e orizzonte temporale hanno sempre premiato la pazienza e che sono gli strumenti più efficaci per scansare il rischio della compiacenza, dell’ottimismo negligente. Vale la pena tornare a guardare al reddito fisso nell’ultima parte di un anno che per l’asset class è stato il peggiore degli ultimi decenni. Nei mesi scorsi il massiccio deflusso dei capitali si è orientato verso il rischio azionario e la liquidità. Le pessime performance delle obbligazioni e la delusione degli investitori sono la parte sgradevole di un anno complesso, ma queste stesse obbligazioni si presentano ora con la promessa dei rendimenti più interessanti degli ultimi anni. In un periodo come quello presente, di maggiore decorrenza rispetto al passato, saranno vincenti i gestori attivi che sapranno essere flessibili e approfittare di una elevata volatilità.

Paolo Moiso - Consulente Finanziario iscritto all'Albo
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