Asti-e
DICEMBRE 25 29 Asti è | VALLE BELBO Un Nome, Due Anime: Storia di Lotte e Nobiltà A soli diciassette chilometri da Asti, incastonato in una posizione pa- noramica tra le dolci colline che digra- dano verso il torrente Tiglione, si erge Montaldo Scarampi. Il suo nome rac- conta immediatamente la sua doppia identità: “Monte Alto” (Montealto, ci- tato in documenti già nel 984) per la sua posizione strategica, e “Scaram- pi”, in onore della potente famiglia di banchieri astigiani che ne detenne il feudo a partire dal XIV secolo. Questo luogo, un tempo cuore del contado di Loreto, fu teatro di aspre contese. La sua rocca, oggi quasi interamente scomparsa (i suoi re- sti vennero reimpiegati per costruire case e cascine), fu un punto focale nelle dispute tra il Comune di Asti, i Marchesi del Monferrato e quelli di Incisa. Gli Scarampi acquistarono il feudo nel 1339, ma la tranquillità fu ef- fimera. La storia ricorda il saccheggio e la distruzione ad opera delle truppe spagnole di Filippo da Silva nel 1636 e lo scontro tra francesi e spagnoli nel 1641 durante la guerra civile piemon- tese. Montaldo, dunque, è un paese forgiato dalla resilienza, che ha saputo risorgere dalle sue ceneri, conservan- do però le tracce delle sue epoche più travagliate. Tradizioni e Radici: L’Elogio della Civiltà Contadina Se la storia militare è incisa nel nome, l’anima più profonda di Montal- do risiede nella sua tradizione conta- dina, una cultura che qui è stata non solo vissuta, ma meticolosamente conservata. Il cuore pulsante di questa me- moria è il Museo della Famiglia Con- tadina, allestito nell’ala dell’ex chiesa sconsacrata di San Nicolò, o Chiesa di Batì. Nato con l’intento di non di- sperdere la saggezza e la quotidianità dei nostri antenati, il museo è un vero e proprio tuffo nel passato, un viaggio dettagliato nella vita rurale della prima metà del Novecento. Attraverso una vasta collezione di attrezzi da lavoro, utensili da cucina, abiti d’epoca – da quelli ricchi di pizzi a quelli semplici per il lavoro nei campi – e macchine per cucire, il visitatore può riscoprire i ritmi e le consuetudini di un mondo solo apparentemente perduto. È un’o- perazione di valorizzazione che rende onore alla fatica, all’ingegno e alla pro- fonda connessione con la terra che ha plasmato l’identità astigiana. In tempi più recenti, Montaldo Sca- rampi ha continuato a scrivere pagine importanti di storia sociale. All’inizio del ‘900 fu uno dei comuni in cui nac- que e si sviluppò il movimento conta- dinista, che portò alla fondazione del- la prima e unica “Casa del contadino” nella frazione Collina Forni nel 1922, un simbolo di organizzazione e riscat- to rurale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, inoltre, si distinse per esse- re tra i primi paesi monferrini a istituire il Comitato di Liberazione Nazionale, entrando a far parte della Repubblica partigiana dell’Alto Monferrato. Eccellenze Enologiche e Fede Il paesaggio di Montaldo Scaram- pi è dominato dalla geometria perfetta dei vigneti, eccellenza indiscussa del «Montaldo Scarampi non è solo un borgo collinare, ma un vero e proprio archivio a cielo aperto dell’Astigiano. Un itinerario che mescola la forza della pietra antica con l’eccellenza enologica moderna, perfetto per un viaggio nel cuore più autentico del Monferrato». Montaldo Scarampi: La Rocca del Tempo e del Vino Tra memorie contadine e filari di Barbera, un paese che custodisce secoli di storia e resilienza. territorio. Trovandosi nell’Astesana, tra le colline a sinistra del Tiglione, la sua terra è particolarmente vocata alla produzione di alcuni dei vini più presti- giosi del Piemonte. Il comune ricade nell’area di pro- duzione della Barbera d’Asti DOCG, un vino che incarna la potenza e l’ele- ganza del terroir locale. Qui, la cura del vigneto è un’arte tramandata, e il risul- tato sono etichette di alta qualità che portano il nome di Montaldo Scarampi ben oltre i confini provinciali. A fare da contraltare alla produ- zione vinicola, c’è il patrimonio eccle- siastico, testimone della fede e delle comunità che si sono succedute. La Chiesa Parrocchiale della Santissi- ma Annunziata, riedificata nel 1884 sul sedime di una struttura più antica (un tempo dedicata a San Ponziano), rappresenta oggi il principale luogo di culto. Al suo interno, un tempo, si riu- nivano diverse compagnie di devozio- ne agli altari laterali (SS. Sacramento, Carmine, Rosario e Cintura), a testi- moniare una forte tradizione religio- sa e associativa. La festa patronale, la Natività dell’Annunziata, si celebra verso fine luglio, un momento di ritro- vo e di festa per tutti i montaldesi e i visitatori. Montaldo Scarampi è un luogo dove la memoria non è polvere, ma lin- fa vitale. È il piccolo grande paese che ha saputo trasformare le rovine del suo castello in fondamenta per una cultura più ricca, quella della terra e della gente che la coltiva. In questo di- cembre, una visita a Montaldo è l’oc- casione perfetta per onorare le radici dell’Astigiano, sorseggiando un calice di Barbera e toccando con mano la storia. Un patrimonio da vivere e da gustare.
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