Asti E' maggio 2024
7 Asti è | Storia presto alla figura del Santo, mostran- do rispetto e devozione che si mani- festano ancora oggi negli imponenti festeggiamenti di maggio. Già nel Medioevo, questi includevano un ric- co spettacolo pirotecnico, tradizione perpetuatasi nel “Lundes d’ji feu.” La secolare fiera carolingia e la corsa del Palio, originariamente tenu- ti proprio a maggio, sono altre testi- monianze di questo profondo legame. Nel tempo, l’aspetto della piazza è cambiato notevolmente. Oggi, al tu- rista appare come uno spazio ario- so ed equilibrato, ma in passato, sul lato sinistro della chiesa, sorgevano abitazioni e botteghe, demolite per valorizzare la struttura della chie- sa. Un cambiamento significativo fu l’abbattimento, nel 1937, del quar- tiere chiamato “Canton del Santo” per fare spazio al palazzo dell’Ina. In pochi sanno che durante il Medioevo l’area davanti alla chiesa era adibita a cimitero, come spesso accadeva alle zone prospicienti i luoghi di culto. Le reliquie del santo, inoltre, servivano a tenere lontane le invasioni dei sara- ceni. La piazza, si trovava incredibil- mente vicina a uno dei porti del Tana- ro, il cui corso era diverso da quello attuale: recentemente, durante i la- vori di ristrutturazione presso la sede della banca CRAsti, sotto la libreria, è stato scoperto un antico molo flu- viale, che ha confermato l’importan- za storica di questo corso d’acqua cruciale per l’approvvigionamento idrico, ma anche per il commercio, rendendo Asti un nodo fondamentale tra la Liguria, il Veneto e il nord Euro- pa. La Collegiata, nella sua forma at- tuale, fu eretta a metà del XIII secolo e la sua imponenza lascia senza fiato. La facciata, decorata con sculture e rilievi di straordinaria maestria, è un esempio superbo dell’arte romanica piemontese. Delle strutture paleocri- stiane e romaniche originarie restano solo il campanile del XI secolo e la cripta, risalente alla struttura origi- naria del V/VI secolo e contenente le reliquie del santo. Per un periodo, per timore che fossero trafugate, furono trasferite al Duomo, che per questo motivo prese il nome di Santa Maria di san Secondo. Intorno alla metà del 1500, quando la cripta non era più agibile dato che era stata trasformata nella cappella di sepoltura degli abati della chiesa, il reliquiario fu portato in processione all’altare e fu nuovamente trasferito nella cripta solo nel 1964. A proposito di cattedrali, Asti ne ebbe due: oltre a quella attuale, ci fu anche la chiesa di san Giovanni (l’at- tuale museo diocesano), prima in or- dine cronologico, antecedente l’anno Mille. Nel corso della sua lunga storia, la chiesa ha subito numerose opere di ricostruzione. L’attuale struttura è il ri- sultato di restauri avvenuti fra il 1968 e il 1974, che hanno permesso di re- cuperare alcune porzioni di affreschi del XIV-XVII secolo nelle tre cappelle della navata destra, rimuovendo le decorazioni ottocentesche che li co- privano. La nicchia sopra il rosone centra- le è stata riaperta nel 1988. L’inter- no della chiesa, con le sue colonne romaniche e gli affreschi medievali, crea un’atmosfera di sacralità e mi- stero, avvolgendo il visitatore in un abbraccio di storia e devozione. L’architettura della Chiesa di San Se- condo rappresenta un mix di stili, te- stimonianza dei molteplici interventi che ha subito nel corso dei secoli. Affreschi interni Altare Madonna del Rosario
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